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E-Commerce Pick&Pay Click&Collect

Sempre più aziende decidono di coniugare alle classiche forme di vendita offline delle nuove forme di vendita online, tramite l’utilizzo di sistemi E-commerce al fine di avere una vetrina online che consenta anche di ampliare la clientela, fornendo servizi sempre più innovativi. Le prime soluzioni E-Commerce B2C e B2B di Igesa risalgono ai primi anni 2000 e nel corso dell’ultimo ventennio abbiamo arricchito le nostre soluzioni con nuove funzionalità e verticalizzazioni, adattandole a una varietà sempre crescente di business. Una tipologia di E-Commerce che in questo momento storico sta registrando un vero e proprio boom sul mercato italiano è quella denominata E-Commerce Pick & Pay Click & Collect, conosciuto anche come Spesa Online, indicato per tutti gli attori della D.O. e G.D.O. con più punti vendita da gestire, ma utilissimo anche agli attori del settore Retail che vogliono usufruire di un miglior servizio per implementare le vendite del proprio negozio. L’E-Commerce Pick&Pay Click&Collect di Igesa prevede una doppia funzionalità per quanto riguarda il ritiro della merce, in quanto il cliente finale che ordina tramite il sito e-commerce può decidere se: - ricevere la spesa a casa all’orario desiderato, tramite il servizio di consegna a domicilio (Home Delivery); - recarsi direttamente al punto vendita della catena più vicino, all’orario desiderato, e ritirare la spesa ordinata online (Click & Collect). Inoltre, l’E-Commerce prevede l’utilizzo di diverse modalità di pagamento grazie all’integrazione con i più comuni sistemi di pagamento elettronico: - pagamento online tramite Paypal, Amoneyweb…; - pagamento alla consegna. L’E-Commerce Pick & Pay Click & Collect di Igesa è semplice ed intuitivo non solo per il cliente finale, ma anche per l’amministratore e gli operatori della piattaforma, che hanno a disposizione un sistema di gestione avanzata degli utenti, dell’assortimento, delle promozioni, degli ordini tramite l’uso di comodissime picking lists e molto altro ancora.   Per maggiori informazioni visita la pagina del prodotto E-Commerce Pick&Pay Click&Collect o Contattaci 

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Scontrino elettronico: quando basta la fattura cartacea

I contribuenti in regime forfettario che effettuano solo operazioni con fattura possono evitare lo scontrino elettronico ed emettere anche solo quella cartacea. Non c’è obbligo di scontrino elettronico per le operazioni soggette a fattura elettronica: il chiarimento, atteso, arriva dall’Agenzia delle Entrate con un provvedimento (risoluzione 6/2020) che chiarisce una serie di dubbi relativi all’obbligo di scontrino elettronico entrato in vigore dallo scorso primo gennaio 2020. In particolare, vengono specificati tutti i casi in cui interviene l’esonero e le regole previste nel regime transitorio. Innanzitutto, si legge nel provvedimento, non sussiste «obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri laddove, in luogo di scontrini ovvero ricevute fiscali, le operazioni siano state documentate tramite l’emissione di fatture ex articolo 21 o 21-bis del dpr 633/1972. Regime forfettario: tutti i dubbi sulle novità 2020 5 Febbraio 2020 Attenzione: significa che anche la fattura cartacea, nei casi in cui è ammessa, può sostituire l’obbligo di scontrino elettronico. L’articolo 21 del sopra citato Testo Unico sull’IVA riguarda infatti l’emissione dell fattura, sia cartacea sia elettronica. La risposta è di particolare importanza per i contribuenti in regime forfettario, che non sono obbligati a emettere fattura elettronica ma rientrano invece nell’obbligo di scontrino telematico. Nel caso in cui effettuino solo operazioni documentate da fattura, non è necessario che emettano lo scontrino elettronico. E, non essendo obbligati alla fattura elettronica, emettono solo documenti cartacei. In generale, le Entrate spiegano che la legge sulla memorizzazione elettronica dei corrispettivi non modifica le regole sulla fatturazione. I contribuenti a partita IVA che svolgono le attività esonerate elencate nei decreti ministeriali dell’Economia del 10 maggio 2019 e del 24 dicembre 2019, restano esonerati dall’obbligo di scontrino elettronico.   Mancata trasmissione corrispettivi: come evitare le sanzioni 16 Gennaio 2020 Per quanto riguarda il periodo transitorio (senza sanzioni), che riguarda coloro i quali non hanno ancora un registratore di cassa telematico, devono comunque adempiere una serie di adempimenti da gennaio a giugno 2020:   certificano i corrispettivi per mezzo di scontrini e ricevute fiscali; inviano i relativi dati entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione secondo le indicazioni contenute nel citato provvedimento direttoriale del 4 luglio 2019; liquidano comunque correttamente e tempestivamente le imposte.   C’è infine una precisazione per i contribuenti con volume d’affari superiore a 400mila euro, i quali sono tenuti allo scontrino elettronico già dal luglio 2019 e quindi non sono più nel semestre di transizione senza sanzioni: il Fisco ha inviato loro lettere di compliance segnalando eventuali anomalie, per consentire loro di fornire chiarimento oppure procedere alla regolarizzazione tramite ravvedimento operoso.

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Fatturazione elettronica: i soggetti esclusi

Guida ai soggetti esonerati dall’emissione obbligatoria della fattura elettronica e alla possibilità di optare comunque per l'e-fattura. L’obbligo di fattura elettronica è entrato in vigore ormai da diversi anni, prima solo per alcuni soggetti, poi via via la platea si è estesa. Ancora oggi esistono diversi soggetti esonerati da questo adempimento obbligatorio. Vediamo quali sono.   L’obbligo di fattura elettronica Da giugno 2014 per le operazioni la fatturazione elettronica mediante il Sistema di Interscambio (SdI) è obbligatoria da e verso la Pubblica Amministrazione (B2G), da luglio 2018 l’obbligo è stato esteso anche a subappaltatori e sub-contraenti e alle cessioni di carburanti, ad esclusione di quelle operate presso le stazioni di rifornimento, chiamate ad adeguarsi da gennaio 2019 insieme a tutti i professionisti e le aziende per ogni operazione B2B e B2C. Da settembre 2018 la fattura elettronica è obbligatoria anche per le operazioni in ambito Tax free Shopping.   Fattura elettronica: chi è esonerato Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica: gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111); i soggetti che rientrano nel cosiddetto “regime forfetario” (di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190); i soggetti che erogano prestazioni sanitarie (medici, specialisti, ospedali, farmacie) inviando dati attraverso il Sistema Tessera Sanitaria (STS) ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata, che ancora per l’anno di imposta 2020 non devono e non possono scegliere questa opzione; i “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.   E-Fattura come opzione Per i forfettari e i soggetti in regime di vantaggio l’e-fattura rimane una strada percorribile, ovvero possono comunque emettere fatture elettroniche seguendo le disposizioni del provvedimento del 30 aprile 2018. Per i forfettari che emettano esclusivamente fatture elettroniche, la Legge di Bilancio 2020 ha previsto che il termine di decadenza per gli avvisi di accertamento venga ridotto di un anno, passando quindi da cinque a quattro. Quindi, le partite IVA in regime forfettario che emettono esclusivamente fattura elettronica possono ricevere avvisi di accertamento al massimo entro quattro anni.

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Lo scontrino elettronico non rende la contabilità automatica

Un semplice spot può diffondere un’informazione “parziale”? Così è capitato in occasione della pubblicità divulgata dall’Agenzia delle Entrate al fine di sponsorizzare l’entrata in vigore dello scontrino elettronico a partire dallo scorso 1° gennaio 2020. La comunicazione dell’A.d.E. lascia intuire come il corrispettivo elettronico faciliti il reperimento dei dati fiscali delle operazioni, che sono così messi a disposizione dell’intermediario (o dell’operatore IVA) per compilare Dichiarazione IVA e liquidazione d’imposta. Di fatto, il 2020 viene disegnato come l’anno del passaggio da una contabilità a gestione “manuale” ad una di natura “automatica”, grazie al semplice registratore di cassa telematico. La posizione dell’Istituto Nazionale Tributaristi I vertici dell’Istituto Nazionale Tributaristi si sono espressi in merito, affermando come un conto siano gli automatismi che riguardano la registrazione contabile dei corrispettivi, un altro è parlare di una contabilità totalmente automatica. La conferma nella guida dell’Agenzia delle Entrate A confermare quanto sopra, la guida stessa pubblicata dall’Agenzia delle Entrate non menziona mai il concetto di “contabilità automatica”. Il ruolo dello scontrino elettronico In definitiva, è giusto dire che il corrispettivo elettronico non viene introdotto per sostituire la contabilità “classica”, ma come strumento a sostegno alla lotta all’evasione fiscale. Infatti, i nuovi registratori di cassa inviano aperture, chiusure o periodi di inattività direttamente al Fisco.   In particolare, in questa prima fase, la competenza del professionista è fondamentale per districarsi tra le criticità. Il commercialista è una figura più che necessaria Come spiegato in precedenza, il corrispettivo elettronico non elimina o sostituisce la contabilità e di conseguenza il ruolo del commercialista. Il professionista, supportato da un valido software di contabilità per commercialisti, risulta tutt’ora d’importanza centrale. In molte circostanze l’intervento dello studio è risolutivo. Scontrino elettronico 2020 ed attività separate Il soggetto passivo IVA può utilizzare anche un unico registratore telematico per la trasmissione dei dati. Tuttavia, se le due attività sono soggette a regimi IVA differenti, è necessario ricorrere a soluzioni idonee a distinguere i corrispettivi (il registratore telematico non è attualmente in grado di ridistribuire i dati all’una o all’altra attività).

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Esterometro: scadenza al 31 gennaio 2020 anche per le operazioni di novembre 2019

Scadenza esterometro al 31 gennaio 2020 sia per le operazioni di dicembre che per quelle precedenti di novembre: il chiarimento è arrivato direttamente dall'Agenzia delle Entrate durante il 3° forum nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili organizzato da Italia Oggi ed in corso di svolgimento a Milano. Esterometro, diversi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate arrivano direttamente dal terzo Forum dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili organizzato da Italia Oggi. Tra questi, quello sulla periodicità trimestrale delle comunicazioni dei dati delle fatture transfrontaliere in via telematica che potrà essere applicata anche per il mese di novembre, originariamente in scadenza al 31 dicembre. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che gli effetti della legge di conversione del Decreto fiscale 2020 sono applicati già per le operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, relative ai mesi di novembre e di dicembre 2019. La scadenza del 31 gennaio 2020 per i soggetti IVA è dunque considerata tempestiva. Esterometro, scadenza al 31 gennaio 2020 per operazioni di novembre e dicembre 2019: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla scadenza dell’esterometro arrivano direttamente dal terzo Forum dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili organizzato da Italia Oggi ed in corso di svolgimento a Milano. La domanda è una richiesta di conferma delle disposizioni dell’articolo 16 comma 1-bis del DL 124 del 2019, ovvero il Decreto fiscale 2020. Tale legge ha cambiato la periodicità delle comunicazioni relative alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato da mensile a trimestrale. La scadenza è stata stabilita "entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento". L’Agenzia delle Enrate chiarisce che la legge numero 157 del 19 dicembre 2019 che ha convertito il Decreto fiscale è entrata in vigore il 25 dicembre 2019, giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli adempimenti su cui la disposizione ha effetto sono, quindi, quelli non ancora scaduti entro tale data. L’Agenzia delle Entrate conclude rendendo noto che tra questi rientra l’esterometro a partire dal mese di novembre 2019: "Saranno pertanto considerate tempestive le comunicazioni, effettuate entro il 31 gennaio 2020, relative alle operazioni di novembre e di dicembre 2019". FONTE: link  

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Nuovo webinar di Bluenext relativo al servizio di conservazione delle fatture elettroniche

FAQ e Webinar formativo: conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche B2B nel Portale dei Servizi      Gentile Cliente, Per approfondire le principali FAQ relative al servizio di Conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche B2B è disponibile al seguente link il file aggiornato "60 Domande&Risposte": Scarica le FAQ La invitiamo inoltre a partecipare al nuovo webinar formativo che si svolgerà mercoledì 18 dicembre dalle ore 15.00 alle ore 16.00 e affronterà i seguenti argomenti: Accenni alla normativa di riferimento Lo stato dell'arte degli attuali servizi di conservazione Funzionalità operative del Portale dei Servizi Bluenext    Principali funzioni del Portale di consultazione ed esibizione delle fatture conservate SIA  Confronto tra la conservazione del Portale dei Servizi e il servizio dell'Agenzia delle Entrate Dimostrazione live Webinar di formazione gratuito Per approfondire vantaggi e funzionalità operative del servizio di Conservazione partecipi al Webinar formativo che si terrà: - mercoledì 18 dicembre dalle ore 15.00 alle ore 16.00   LINK ISCRIZIONE IMPORTANTE Una volta completata l'iscrizione tramite la compilazione del form, è necessario aggiungere l'evento nel proprio Calendario per salvare tutti i dettagli relativi al webinar, nel caso in cui non si dovesse ricevere email di conferma. Disponibile la guida operativa a questo link. Qualora non si riceva conferma, controllare nella cartella "Spam/Posta indesiderata" la ricezione dell'email proveniente dal mittente Formazione Online customercare@gotowebinar.com con il link di collegamento.

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Nuovi Termini per la Conservazione della Documentazione 2018

Con il Decreto Crescita del - D.L. n. 34/2019 – è diventata ufficiale la nuova scadenza della dichiarazione dei redditi al 30 Novembre già dal 2019. Per tale motivo i nuovi termini della conservazione digitale per l’anno 2018 vengono posticipati al 29 Febbraio 2020. Enerj, per ottemperare correttamente alle tempistiche normative, Vi invita a regolare i versamenti dei dati entro e non oltre il 31 Gennaio 2020.  

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